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Riccardo Specchia

Il cielo sopra… Lima

VERSIÓN EN ESPAÑOL

Gli uccelli nati in una gabbia pensano che volare sia una malattia.

Alejandro Jodorowsky

È arrivato. Missione compiuta. Una faticaccia ma il tanto atteso documento d’identità, è stato approvato dal governo peruviano. Come già dicevo nel precedente post, è stata durissima e so benissimo che ovunque, lontano dalla morbosa e dolcissima protezione di “nonna” Europa, è così. Ti fanno quasi mandare tutto all’aria. Esasperato, vuoi solo che tutto sia più facile di così e pensi al classico: “chi me l’ha fatta fare…”. Ma poi quel momento arriva. Il timbro sul passaporto si trasforma in residenza, l’interpol accerta che non sei un criminale di fama internazionale e ti ritrovi a vivere e pagare le tasse per un paese che, dopo tutte le verifiche del caso, ha creduto e crederà in te.IMG-20141216-WA0009

Occorre premettere che il datore di lavoro deve essere il tuo partner più fidato in questa ‘odissea’, altrimenti il tutto sarà pressoché inutile. Inoltre i documenti di studi e master vari dovrete portarli sempre con voi apostillati dalle prefetture regionali e tradotti ufficialmente nella lingua scelta per l’espatrio. Le procedure sono lunghissime e mi servirebbe l’apertura di un blog ad hoc per descriverle come avevo promesso. Internet, però, è una costante ed illimitata risorsa dove, quasi sempre, qualcuno ci pensa prima di te. Per questo, tutto il da farsi, lo troverete in inglese su questa pagina: expatperu.com

Dunque babbo natale, quest’anno, ha deciso di regalarmi altri 365 lunghi giorni in Perú! È stata dura ma ora finalmente mi godo le vacanze di questo primo Natale in maglietta, pantaloncino e occhiali da sole. Un anno di avventure, quello a voi raccontato, che non smettevano mai di sorprendermi. Il viaggio è ancora lungo, in Perù – lavoro permettendo – c’è ancora molto da scoprire.

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Un saluto, con la solita lacrimuccia di nostalgia per la tua casa, per la tua famiglia, verso gli amici che mai potrai dimenticare e che porti ovunque con te, impressi sui finestrini degli autobus, quando nella routine, contempli il vuoto che ti riporta da loro.

Dedico a tutti questo mio volo sulla metropoli infinita e sull’Oceano Pacifico. Diciamo che simbolicamente, da oggi, è “tutta mia la città… (cit.)”.

Il cielo sopra… Lima from Riccardo on Vimeo.

Grazie per avermi seguito fin qui. Godetevi le festività e buon natale a tutti voi!

Proverò a documentarmi ancora e scrivere dal Perù. Vediamo insieme cosa succede. “LA FINESTRA ANDINA…” è il titolo di questo diario.  Per chi volesse affacciarsi, prendete nota. L’indirizzo è sempre quello.

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2 comments on “Il cielo sopra… Lima

  1. Valerio ha detto:

    E vaiiiiiiii grande Riccardo

    Mi piace

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