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Riccardo Specchia

Lungo il cammino della vostra vita fate in modo di non privare gli altri della felicità. Evitate di dare dispiaceri ai vostri simili ma, al contrario, vedete di procurare loro gioia
ogni volta che potete!

Proverbio Sioux

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Sono passati ormai due anni da quando ho fatto visita alla comunità Shipibo-Conibo di Cantagallo nella zona Rimac di Lima. Questa virtuosa comunità della Selva Amazzonica peruviana che mi ha attratto a sé per la sua storia e per la potenza ancestrale che la stessa continua a comunicare nell’attualità, è stata vittima di una tragedia, di un incendio. Le fiamme hanno purtroppo strappato la vita ad un bambino di 11 anni e consumato più di 400 “viviendas” che la comunità amazzonica aveva costruito nel corso degli anni in questa zona di Lima.

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Immediatamente dopo l’accaduto, le autorità e i cittadini, hanno allestito i soccorsi e provvisto alimenti, vestiti e tende per le persone che hanno perso praticamente tutto quello che difficilmente avevano conquistato. Traguardi che sebbene una società moderna può considerare come poco o niente, per gli Shipibo restavano l’unico appiglio al carrozzone della moderna vita metropolitana.

Ho chiesto di nuovo al mio amico Arturo Gutierrez, dell’Universidad PUCP a Lima, di accompagnarmi per ritornare tra le persone e i cumuli di macerie che Cantagallo usa per vivere adesso. Avevo già accennato che in queste zone della capitale, devi sempre tenere gli occhi aperti. Nei pressi di questo quartiere circondato da crimine e spazzatura, la comunità Shipibo, nonostante tutto, sembra appartenere ad una zona franca. Un precario equilibrio di legalità determina il perimetro di questa gente artigiana, volenterosa e umile. Mi aggiro tra loro, hanno purtroppo fatto l’abitudine alle telecamere e non accennano ad alcun problema se li riprendi nella loro difficile quotidianità.

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Una comunità, quella degli Shipibo, di tale fascino storico da risultare “scomoda” ed “ingombrante” agli occhi di molte Istituzioni civiche di Lima. Infatti, ciò che fu denominato “progetto Rio Verde” dalla passata amministrazione comunale della Metropoli e che avrebbe dovuto prevedere una ricollocazione formale di questa meritevole micro società indigena, è stato cancellato dall’attuale Alcalde di Lima: Luis Castañeda Lossio.

Distrazione? Molto probabile. Soldi in campo, davvero tanti.

Infatti, sin dalla passata amministrazione del sindaco Susana Villarán, non si firmó l’accordo di fiducia tra il Comune, la Comunità Shipibo, la società Linea Gialla S.A.C. e Scotiabank. Ciò, “avrebbe potuto dare agli abitanti di Cantagallo maggiore controllo sul loro destino”, sostiene Richard O’Diana avvocato CAAAP (Centro Amazzonico di Antropologia e Applicazione Pratica).

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Risalgono a marzo 2015 le richieste di colloquio da parte della comunità Shipibo-Conibo di Cantagallo con l’attuale sindaco di Lima, Luis Castañeda Lossio. Dopo svariati mesi di trattative si giunse al 25 maggio 2015 quando con un nulla di fatto tra le mani, alcuni Shipibo, spalleggiati da una class-action di associazioni interne, presentarono una denuncia formale al municipio di Lima.

La tragedia del 4 novembre 2016 è una conseguenza certa dell’abbandono che questa travagliata comunità urbana ha subito. Il processo di un cambio di area per loro, è in ballo dal 2007. L’operato della passata gestione Villarán arrivò vicinissimo ad una soluzione, con molti studenti e professionisti (come ad esempio il progetto annoverato già nel mio articolo del 14 Luglio 2014 di Javier Lazarte)  che studiarono il caso e proposero soluzioni.

Nulla di fatto anche allora.

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In questi mesi si discute tra le parti una soluzione che ha molti protagonisti in scena. Le organizzazioni Shipibo-Konibo di Cantagallo fanno di tutto per restare unite e provare a ricostruire. Il comune di Lima non sta facilitando il processo. Alcuni dei capi della comunità, dicono che gli appuntamenti con l’amministrazione di Lima Metropolitana, sono sporadici e del tutto estemporanei. Si prova a negoziare la soluzione migliore per ciò che è stato definito: “el cambio de zonificación de Cantagallo“.

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progetto_ zona di Cantagallo (Lima) di Javier Lazarte

Ho ascoltato il parere del mio amico architetto e “Caronte” Arturo Gutierrez  che ormai da anni studia il caso Shipibo-Conibo di Cantagallo con il suo collega Javier Lazarte e in base alla recente presa di posizione delle istituzioni su Cantagallo, spiega il suo punto di vista.

Quali sono gli accordi presi fino ad oggi? 

Il presidente del Perù, Pedro Pablo Kuczynski ha promesso che il quartiere Shipibo si dovrà costruire nella stessa località di Cantagallo. Inoltre, gli Shipibo-Conibo, aspettano da tempo un titolo di proprietà comunale come comunità indigena residente nella capitale. Il termine per la fine dei lavori del tanto agognato quartiere è di due anni e implicherà l’interesse e l’assistenza di diverse entità statali: Ministerio de Vivienda, Ministerio de la Mujer y poblaciones Vulnerables, Ministerio de Educación, Municipalidad Metropolitana de Lima.

Che opinione ti sei fatto sui recenti accordi per questa area di costruzione?

Ci sono molti architetti e urbanisti che si sono opposti nel cedere la zona di Cantagallo agli Shipibo-Conibo. Infatti, nella passata gestione comunale quella della Villarán, questa zona era destinata ad una grande area verde, un parco che gli stessi professionisti del settore non vogliono perdere.

Ad ogni modo, dati gli ultimi avvicendamenti che vedono l’intera nazione coinvolta, credo che in materia di diritto Indigeno e inclusione Sociale si giunga ad un gran successo, oso dire, di portata internazionale. Mi spiego meglio. Il fatto stesso che lo Stato peruviano appoggi la causa Shipiba, dando alla stessa un gran terreno in pieno centro storico a Lima, è un impulso molto forte che inserisce la comunità nel tessuto economico e socio-culturale della stessa capitale. Credo si debbano integrare le due visioni per questo quartiere: quella cioè di conservazione della comunità indigena e quella di una grande area verde, questo per non offuscare i diritti di nessuna delle parti.

Lima, sembra non liberarsi da questa rara forma di democrazia sudamericana dove le “maggioranze”  che spesso si traducono in classi abbienti della città, comprimono in una morsa ed allontanano le minoranze comunitarie. Non si riesce mai a cogliere l’opportunità inclusiva che, come nell’esempio degli Shipibo di Cantagallo, gioverebbe a storia, cultura, economia urbana e sociale. In alcuni progetti del passato si voleva perciò applicare la soluzione di sempre ovvero muovere la comunità ai bordi della città, a Campoy nei pressi di San Juan de Lurigancho (uno dei quartieri tra i più pericolosi della città ndr.), allontanando i soggetti da qualsiasi possibilità di crescita integrativa nella società di Lima Capitale.

Cosa succederà?

Continuo a credere che il progetto dell’area verde possa includere, per definizione, una comunità che solo pretende 4 ettari di terreno dei 20 destinati al progetto. Questo perché loro provengono da un concetto più rurale che urbano. È gente educata a rispettare le leggi della natura sin dalla nascita, quindi il binomio natura cittadina e comunità della Selva Amazzonica mi affascina molto e non smetterò mai di vederlo come opportunità per la nostra amata e dispettosa città. Lima.

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foto_Riccardo Specchia
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2 comments on “Cantagallo resiste dopo la tragedia

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